PQQ: che cosa fa nella cellula, che cosa hanno misurato gli studi e quanto se ne può assumere

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Il PQQ, o pirrolochinolina chinone, è un composto chinonico scoperto nel 1979 che agisce sulla biogenesi mitocondriale. Non è una vitamina, malgrado il nome « vitamina B14 » che circola in rete. In Europa il sale disodico è autorizzato come integratore fino a 20 mg al giorno per gli adulti.

Che cos’è il PQQ, e perché « vitamina B14 » è un nome sbagliato

La sigla PQQ sta per pirrolochinolina chinone, in inglese pyrroloquinoline quinone. È una molecola aromatica tricicilica di tipo o-chinonico, identificata nel 1979 come cofattore redox di alcune deidrogenasi batteriche. I mammiferi non la sintetizzano: quantità in tracce si trovano nei tessuti umani perché la molecola è diffusa negli alimenti.

Nel 2003 un lavoro pubblicato su Nature da Kasahara e Kato proponeva di considerarla una nuova vitamina redox per i mammiferi. Da lì è nato il soprannome « vitamina B14 », che troverai su diversi siti italiani. La comunità scientifica non ha seguito.

Akagawa, Nakano e Ikemoto lo scrivono senza ambiguità nella loro rassegna del 2016: il PQQ non è attualmente classificato come vitamina. Negli studi sui roditori una carenza produce effetti sistemici, dalla crescita rallentata a una funzione immunitaria alterata, ma nell’uomo non esiste una sindrome da carenza definita né un fabbisogno stabilito. Se leggi « vitamina B14 » su una confezione, sai già che la scheda non è aggiornata.

Illustrazione della cellula e dei mitocondri, bersaglio dell'azione del PQQ sulla biogenesi mitocondriale
Il PQQ agisce a monte: non fornisce energia, agisce sul numero e sul rinnovo dei mitocondri che la producono.

Come agisce sui mitocondri

Il meccanismo descritto è la biogenesi mitocondriale, cioè la produzione di nuovi mitocondri. Chowanadisai e colleghi lo hanno documentato nel 2010 sul Journal of Biological Chemistry: il PQQ induce la fosforilazione della proteina CREB e aumenta l’espressione di PGC-1α, il regolatore centrale di questo processo.

Il confronto che aiuta a capire è con l’officina. La maggior parte degli integratori per l’energia fornisce carburante o cofattori, a cominciare dal NAD+, a mitocondri già esistenti. Qui l’azione descritta riguarda il numero di macchine in officina, non la benzina.

Quel lavoro è stato condotto su cellule in coltura e su modelli animali. Il passaggio dalla coltura cellulare all’organismo umano non è mai automatico, e su questo punto preciso non esiste ancora una misura diretta della biogenesi mitocondriale nell’uomo dopo assunzione di PQQ.

DOCUMENTATO

Attivazione della via CREB e PGC-1α in coltura cellulare e nel roditore, effetto antiossidante in provetta.

OSSERVATO SULL’UOMO

Due studi piccoli: 10 soggetti su marcatori infiammatori, 41 anziani su un test di attenzione selettiva.

NON DIMOSTRATO

Aumento del numero di mitocondri misurato nell’uomo, effetto su energia percepita, beneficio a lungo termine.

Stato delle prove al 2026. Le tre colonne non sono intercambiabili, e la distanza tra la prima e la terza è il punto che il marketing salta più spesso.

Che cosa hanno misurato i due studi sull’uomo

Dieci soggetti, marcatori di infiammazione

Harris e colleghi hanno condotto nel 2013 uno studio crossover su 10 soggetti, 5 donne e 5 uomini. Nel primo esperimento una dose singola di 0,2 mg per chilo di peso, con misure di PQQ nel plasma e nelle urine per 48 ore. Nel secondo, 0,3 mg per chilo al giorno per 76 ore.

Gli indici clinici standard, colesterolo e glicemia compresi, non sono cambiati. Sono invece diminuiti in modo significativo la proteina C reattiva, l’interleuchina 6 e la trimetilammina N-ossido urinaria. Dieci persone e tre giorni: un segnale, non una prova.

Quarantuno anziani, un test di attenzione

Itoh e colleghi hanno somministrato 20 mg al giorno di sale disodico di PQQ o placebo a 41 anziani sani per 12 settimane, in doppio cieco. Nel test di Stroop, che misura l’attenzione selettiva, la variazione del rapporto di interferenza è risultata migliore nel gruppo trattato. Nel test visuo-spaziale il miglioramento è emerso solo nel sottogruppo partito da un punteggio più basso.

Nessun evento avverso su esami del sangue, urine e visita clinica. La dose usata, 20 mg, coincide esattamente con il massimo che l’Unione europea consente oggi negli integratori.

Perché il mitocondrio è al centro della ricerca sull’invecchiamento

Nella mappa dei processi dell’invecchiamento aggiornata nel 2023 su Cell da López-Otín e colleghi, la disfunzione mitocondriale figura tra le dodici voci. Con l’età i mitocondri diventano meno numerosi e meno efficienti nei tessuti a forte richiesta energetica: muscolo, cuore, cervello.

Da qui l’interesse per qualunque molecola che agisca sul loro rinnovo, e il PQQ è tra quelle studiate. La logica del ragionamento regge. Il salto che non regge è quello che porta dalla plausibilità biologica al beneficio misurato su una persona.

L’altra faccia: il PQQ è anche un ossidoriduttore

La stessa rassegna di Akagawa ricorda che il PQQ è un o-chinone, cioè una molecola che passa con facilità da una forma ossidata a una ridotta. Questa proprietà spiega l’attività antiossidante osservata in provetta, ma implica anche il contrario: in determinate condizioni un chinone può generare specie reattive invece di neutralizzarle. L’ambiguità non riguarda solo i chinoni: nello studio AREDS2 la luteina è stata scelta proprio per sostituire il beta-carotene, che nei fumatori aveva alzato il rischio polmonare.

È il motivo per cui la dose conta e il tetto normativo non è un dettaglio burocratico. Prendere il doppio non raddoppia nulla, e nessuno studio sull’uomo ha esplorato dosi superiori a 20 mg al giorno per periodi lunghi.

Qual è la differenza tra PQQ e coenzima Q10

Vengono venduti insieme, spesso nella stessa capsula, e per una ragione: agiscono su due punti diversi della stessa catena. Confonderli porta a comprare due volte la stessa cosa oppure a scegliere quella sbagliata.

PQQCoenzima Q10
NaturaComposto chinonico, non classificato come vitaminaComposto liposolubile simile a una vitamina
Il corpo lo produceNo, i mammiferi non lo sintetizzanoSì, e la produzione cala con l’età
Punto di azione descrittoBiogenesi mitocondriale, via CREB e PGC-1αTrasporto di elettroni nella catena respiratoria
AnalogiaIl numero di motoriIl funzionamento del motore
Massimo consentito in UE negli integratori20 mg al giornoNon fissato da un regolamento sui nuovi alimenti
Interazioni noteDati limitatiPuò ridurre l’effetto degli anticoagulanti cumarinici

Se assumi anticoagulanti, questa riga è quella che conta. Parlane con il medico prima di prendere un prodotto che associa i due composti.

Quali alimenti contengono PQQ

La molecola è diffusa ma sempre in tracce. Le concentrazioni riportate negli alimenti si misurano in nanogrammi per grammo, cioè miliardesimi. Tra le fonti più citate compaiono il natto e la soia fermentata, il prezzemolo, il peperone verde, il kiwi, la papaya, il tè verde e il latte materno. Il natto, in particolare, è anche la fonte alimentare più concentrata di vitamina K2.

Fai il conto e capisci subito il problema. Per arrivare ai 20 mg usati nello studio di Itoh occorrerebbero quantità di cibo fuori scala. La dieta contribuisce a mantenere le tracce presenti nei tessuti, non a raggiungere le dosi degli studi clinici.

La conseguenza pratica è onesta: se il PQQ ti interessa per l’effetto misurato negli studi, parli di un integratore, non di un cambiamento alimentare. Nessun piatto ci arriva.

Dosaggio e quadro normativo in Italia

Il sale disodico di pirrolochinolina chinone è stato valutato dall’EFSA nel 2017 e autorizzato come nuovo alimento dal regolamento di esecuzione (UE) 2018/1122 del 10 agosto 2018. Le condizioni d’uso sono precise: integratori alimentari, popolazione adulta generale, 20 mg al giorno al massimo.

Le donne in gravidanza e in allattamento sono escluse dal gruppo destinatario, e l’etichetta deve riportarlo. L’autorizzazione è stata concessa in esclusiva per cinque anni a partire dal settembre 2018 al richiedente, per la protezione dei dati scientifici presentati.

Un punto passa quasi sempre sotto silenzio nelle schede prodotto italiane. Nessuna indicazione sulla salute relativa al PQQ è autorizzata nel registro europeo. Un prodotto che in etichetta promette energia, memoria o protezione delle cellule comunica fuori dalle regole, indipendentemente da quanto siano interessanti gli studi.

COME VERIFICARE UN INTEGRATORE DI PQQ IN FARMACIA

01

Leggi la forma chimica

Deve essere sale disodico di pirrolochinolina chinone. È la sola forma autorizzata come nuovo alimento in Europa.

02

Controlla la dose giornaliera

Non oltre 20 mg al giorno per un adulto. Le porzioni indicate sulla confezione devono restare sotto questo tetto.

03

Cerca la dicitura sull’esclusione

L’etichetta deve indicare che il prodotto è destinato agli adulti, escluse le donne in gravidanza e in allattamento.

04

Verifica la notifica al Ministero

Gli integratori venduti in Italia vanno notificati al Ministero della Salute e compaiono nel registro pubblico. Il farmacista può controllarlo in un minuto.

05

Diffida delle promesse in etichetta

Nessuna indicazione sulla salute è autorizzata per il PQQ. Una promessa scritta sulla confezione segnala un produttore che non segue le regole.

Cinque controlli che non richiedono competenze tecniche e che eliminano la maggior parte dei prodotti fuori norma venduti online.

Controindicazioni e a chi rivolgersi

I dati di sicurezza sull’uomo restano limitati per numero di partecipanti e per durata. Negli studi disponibili, alle dosi indicate, non sono emersi eventi avversi rilevanti su esami ematici e urinari. Rimane il fatto che 41 persone per 12 settimane non descrivono un uso quotidiano protratto per anni.

Tre situazioni chiedono un parere prima di cominciare. La gravidanza e l’allattamento, per la ragione normativa già detta. Una terapia anticoagulante in corso, soprattutto se il prodotto associa il coenzima Q10. Una malattia renale o epatica, perché i dati sul metabolismo in queste condizioni mancano.

Il medico di base resta il primo interlocutore: conosce le tue terapie e può dirti se l’aggiunta ha senso. Il farmacista verifica la notifica del prodotto e le interazioni. Se quello che cerchi è un supporto sul terreno infiammatorio piuttosto che sull’energia cellulare, la nostra formula antinfiammatoria a biodisponibilità elevata risponde a una domanda diversa, ed è meglio non sovrapporre le due.

Vale anche la domanda opposta: chi non ne ha bisogno. Un adulto sano, che dorme a sufficienza, si muove ogni giorno e mangia in modo vario non ha alcuna carenza di PQQ da colmare, perché una carenza umana non è nemmeno definita. La stanchezza che dura da mesi ha quasi sempre una causa banale e misurabile: anemia, tiroide, apnee notturne, carenza di ferro o di vitamina D. Un esame del sangue costa meno di tre mesi di integratore e dice qualcosa di utile.

Un ultimo consiglio pratico. Prova una cosa alla volta, per almeno otto settimane, e annota che cosa osservi. Se assumi già tre prodotti insieme, nessun cambiamento sarà attribuibile. Chi convive con dolori persistenti troverà più utile un percorso dedicato all’equilibrio infiammatorio che una molecola scelta per la sua novità.

A cosa serve la PQQ?

Negli studi di laboratorio il PQQ attiva la via CREB e PGC-1α, che governa la produzione di nuovi mitocondri, e ha proprietà antiossidanti. Sull’uomo esistono due studi piccoli, su marcatori infiammatori e su un test di attenzione. Nessuna indicazione sulla salute è autorizzata in Europa.

Qual è la differenza tra PQQ e Q10?

Il coenzima Q10 trasporta elettroni dentro il mitocondrio e il corpo lo produce da sé. Il PQQ agisce a monte, sulla produzione di nuovi mitocondri, e i mammiferi non lo sintetizzano. In breve: il Q10 riguarda il funzionamento del motore, il PQQ il numero di motori.

Quali sono gli alimenti ricchi di PQQ?

Natto e soia fermentata, prezzemolo, peperone verde, kiwi, papaya, tè verde. Le concentrazioni si misurano però in nanogrammi per grammo: nessuna dieta arriva ai 20 mg usati negli studi clinici. Il cibo mantiene le tracce nei tessuti, non raggiunge le dosi sperimentali.

Quali sono le controindicazioni della PQQ?

Gravidanza e allattamento sono esclusi dall’autorizzazione europea. Prudenza con terapie anticoagulanti, soprattutto se il prodotto associa il coenzima Q10, e in caso di malattia renale o epatica, per mancanza di dati. Chiedi al medico di base prima di iniziare.

Quando assumere il PQQ?

Nessuno studio ha confrontato momenti diversi della giornata. Nei lavori clinici è stato somministrato una volta al giorno, con un pasto, per 12 settimane. La regolarità conta più dell’orario, e va data almeno una decina di settimane prima di valutare qualcosa.

Il PQQ è la vitamina B14?

No. Il soprannome nasce da un articolo del 2003 su Nature che proponeva di considerarlo una nuova vitamina redox. La proposta non è stata accolta: Akagawa e colleghi ricordano nel 2016 che il PQQ non è classificato come vitamina e che nell’uomo non esiste una carenza definita.

Quanto PQQ si può assumere al giorno in Italia?

Il tetto è di 20 mg al giorno per gli adulti, fissato dal regolamento di esecuzione (UE) 2018/1122 che autorizza il sale disodico come nuovo alimento. Le donne in gravidanza e in allattamento sono escluse e l’etichetta deve dirlo.

Fonti

Chowanadisai W. et al. (2010). Pyrroloquinoline Quinone Stimulates Mitochondrial Biogenesis through cAMP Response Element-binding Protein Phosphorylation and Increased PGC-1α Expression. Journal of Biological Chemistry. DOI: 10.1074/jbc.M109.030130

Harris C.B. et al. (2013). Dietary pyrroloquinoline quinone (PQQ) alters indicators of inflammation and mitochondrial-related metabolism in human subjects. The Journal of Nutritional Biochemistry. DOI: 10.1016/j.jnutbio.2013.07.008

Itoh Y. et al. (2016). Effect of the Antioxidant Supplement Pyrroloquinoline Quinone Disodium Salt (BioPQQ) on Cognitive Functions. Advances in Experimental Medicine and Biology. DOI: 10.1007/978-1-4939-3023-4_40

Akagawa M., Nakano M., Ikemoto K. (2016). Recent progress in studies on the health benefits of pyrroloquinoline quinone. Bioscience, Biotechnology, and Biochemistry. DOI: 10.1080/09168451.2015.1062715

EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (2017). Safety of pyrroloquinoline quinone disodium salt as a novel food pursuant to Regulation (EC) No 258/97. EFSA Journal. DOI: 10.2903/j.efsa.2017.5058

Kasahara T., Kato T. (2003). A new redox-cofactor vitamin for mammals. Nature. DOI: 10.1038/422832a

López-Otín C., Blasco M.A., Partridge L., Serrano M., Kroemer G. (2023). Hallmarks of aging: An expanding universe. Cell. DOI: 10.1016/j.cell.2022.11.001

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