La spermidina è una poliammina che le tue cellule producono da sole e che assumi anche con il cibo. Il corpo ne sintetizza meno con il passare degli anni. Il germe di grano ne è la fonte alimentare più ricca. In Europa un solo estratto è autorizzato come integratore, fino a 6 mg di spermidina al giorno.
Che cos’è la spermidina e dove la produce il corpo
La spermidina appartiene alla famiglia delle poliammine, insieme alla putrescina e alla spermina. Sono molecole piccole, cariche positivamente, che si legano al DNA e all’RNA e intervengono nella crescita e nella differenziazione cellulare. Non sono vitamine. Il tuo organismo le fabbrica.
Tre sorgenti si sommano: la sintesi interna a partire dall’ornitina, che non figura tra i nove aminoacidi essenziali, la produzione del microbiota intestinale e la dieta. La sintesi endogena tende a diminuire con l’età, e per questo la quota alimentare pesa di più in una popolazione che invecchia, come osservano Muñoz-Esparza e colleghi nella loro rassegna sulle poliammine negli alimenti. Negli alimenti vegetali la spermidina è la poliammina dominante; nei prodotti di origine animale prevale la spermina.
Autofagia: il meccanismo che spiega l’interesse della ricerca
L’autofagia è il riciclo interno della cellula. Proteine mal ripiegate, membrane danneggiate, mitocondri esausti: la cellula li sequestra, li digerisce e ne riusa i pezzi. Questo processo rallenta con l’invecchiamento.
Nel 2009 il gruppo di Eisenberg ha mostrato su Nature Cell Biology che la spermidina induce l’autofagia e prolunga la sopravvivenza nel lievito, nel nematode Caenorhabditis elegans e nel moscerino della frutta. Quando l’autofagia veniva bloccata geneticamente, l’effetto sulla durata di vita spariva. È il punto centrale: la molecola non agisce come un antiossidante qualsiasi, agisce su un programma cellulare preciso.
DALLA MOLECOLA ALL’EFFETTO OSSERVATO
Nel 2016, sempre su Nature Medicine, lo stesso gruppo ha misurato nel topo una riduzione dell’ipertrofia cardiaca e un allungamento della vita media. Nel 2018 Madeo, Eisenberg, Pietrocola e Kroemer hanno riunito il quadro in una rassegna su Science. Restano dati preclinici. Il topo non è un uomo di sessant’anni.
Brunico, 829 abitanti seguiti vent’anni: lo studio che riguarda l’Italia
Il dato umano più solido sulla spermidina viene da una cittadina italiana. Il Bruneck Study segue dal 1990 un campione casuale della popolazione di Brunico, in provincia di Bolzano. Kiechl e colleghi ne hanno estratto 829 partecipanti tra i 45 e gli 84 anni, con 2540 valutazioni alimentari raccolte nel 1995, 2000, 2005 e 2010, e li hanno seguiti fino al 2015. In quei vent’anni si sono verificati 341 decessi.
La mortalità per 1000 anni-persona scendeva da 40,5 nel terzo con l’apporto più basso di spermidina a 23,7 nel terzo intermedio e a 15,1 nel terzo più alto. Dopo aggiustamento per stile di vita, predittori noti di mortalità e altre caratteristiche della dieta, il rischio restava ridotto: 0,76, con intervallo di confidenza al 95 % tra 0,67 e 0,86.
Gli anni di età che separano, in termini di rischio di morte, il terzo di abitanti di Brunico con l’apporto alimentare di spermidina più alto da quello con l’apporto più basso. Intervallo di confidenza al 95 % tra 3,6 e 8,1 anni.
Kiechl et al., The American Journal of Clinical Nutrition, 2018. DOI: 10.1093/ajcn/nqy102
Il risultato è stato replicato in una seconda coorte austriaca, lo studio SAPHIR, con un rischio pari a 0,71. Due popolazioni alpine, due misure concordanti. Resta una osservazione: chi mangia molta spermidina mangia anche molti cereali integrali, legumi e verdure. Gli autori hanno corretto per questi fattori, ma nessuna correzione statistica equivale a un’assegnazione casuale.
Che cosa è stato misurato, su chi, e che cosa non dice
| Studio | Modello | Che cosa è stato misurato | Limite |
|---|---|---|---|
| Eisenberg 2009 | Lievito, nematode, moscerino, cellule immunitarie umane in provetta | Autofagia indotta e sopravvivenza allungata | Nessun essere umano vivente |
| Eisenberg 2016 | Topo | Meno ipertrofia cardiaca, vita media più lunga | Dosi e metabolismo non trasferibili all’uomo |
| Kiechl 2018 | 829 abitanti di Brunico, 20 anni | Apporto alimentare associato a mortalità più bassa | Studio osservazionale, non prova un rapporto di causa |
| Wirth 2018 | 30 adulti di 60-80 anni, 3 mesi | Prestazione mnemonica, effetto moderato | Pilota di fase IIa, intervallo di confidenza che tocca lo zero |
La memoria: che cosa mostra il solo studio clinico disponibile
Wirth e colleghi hanno assegnato per tre mesi 30 adulti tra i 60 e gli 80 anni, tutti con un declino cognitivo soggettivo, a un estratto vegetale ricco di spermidina o a un placebo. Lo studio era randomizzato, in doppio cieco. La discriminazione mnemonica migliorava nel gruppo trattato, con una dimensione dell’effetto media, mentre il gruppo placebo non mostrava lo stesso andamento.
Trenta persone. Tre mesi. Gli autori stessi lo definiscono un pilota di fase IIa e rimandano a uno studio successivo. Chi ti presenta questo lavoro come una prova che la spermidina protegge il cervello sta leggendo più di quanto ci sia scritto.
Quali alimenti contengono più spermidina
Il germe di grano guida la classifica con un margine ampio su tutto il resto. Seguono la soia e i legumi secchi, i funghi, alcuni formaggi a lunga stagionatura, le verdure della famiglia dei cavoli e i cereali integrali. La cottura prolungata e la raffinazione riducono il contenuto, la fermentazione tende ad aumentarlo.
Chi mangia all’italiana parte avvantaggiato senza saperlo. Legumi, cereali non raffinati, verdure e formaggi stagionati sono già nel piatto. Il modo più semplice di aumentare l’apporto senza cambiare abitudini è aggiungere due cucchiai di germe di grano allo yogurt o alla minestra. Costa poco e non richiede nessun integratore.
Non esiste un apporto giornaliero raccomandato per le poliammine. Le stime di consumo nelle diverse popolazioni variano molto, e dipendono tanto dal modello alimentare quanto dal metodo di raccolta dei dati.
Integratori di spermidina: che cosa è permesso in Italia
Qui la ricerca si ferma e comincia la legge. Nell’Unione europea la spermidina pura non è vendibile come integratore. L’unica forma iscritta nell’elenco dei nuovi alimenti è l’estratto di germe di grano ricco di spermidina, ottenuto da Triticum aestivum, con un contenuto di spermidina tra 0,8 e 2,4 mg per grammo di estratto. Il regolamento di esecuzione (UE) 2020/443 del 25 marzo 2020 ne fissa le specifiche analitiche. È lo stesso elenco che decide la sorte dei precursori del NAD+: il nicotinammide riboside è ammesso, il NMN no.
L’apporto massimo consentito da integratori è di 6 mg di spermidina al giorno per la popolazione adulta. Le donne in gravidanza e in allattamento non rientrano nel gruppo destinatario, e l’etichetta deve dirlo. Controlla questa dicitura sulla confezione: la sua assenza è il segnale più rapido di un prodotto fuori norma.
Un secondo punto passa quasi sempre sotto silenzio. Nessuna indicazione sulla salute relativa alla spermidina è autorizzata nel registro europeo. Un prodotto che promette in etichetta di rallentare l’invecchiamento, di proteggere il cuore o di sostenere la memoria sta comunicando fuori dalle regole, qualunque cosa dicano gli studi. In Italia gli integratori vanno notificati al Ministero della Salute prima della commercializzazione e compaiono nel registro pubblico degli integratori: verificare la presenza del prodotto in quel registro richiede un minuto.
Dosaggio, effetti collaterali e a chi rivolgersi
Gli studi clinici sull’uomo hanno usato dosi comprese tra 1 e 6 mg di spermidina al giorno, per periodi da tre mesi a un anno, senza segnalare eventi avversi di rilievo. Il numero di partecipanti resta però piccolo e la durata breve rispetto a un uso continuato per anni.
Tre situazioni chiedono un parere prima di iniziare. Se assumi farmaci antitumorali, perché le poliammine partecipano alla proliferazione cellulare e il quadro è complesso. Se hai una celiachia o una sensibilità al glutine, perché l’estratto autorizzato deriva dal germe di grano. Se sei in gravidanza o allatti, perché non sei nel gruppo per cui l’autorizzazione è stata concessa.
Parlane con il medico di base, che conosce la tua terapia in corso. Il farmacista può verificare la presenza del prodotto nel registro del Ministero della Salute e leggere con te l’etichetta. Se cerchi un supporto sul terreno infiammatorio piuttosto che sull’autofagia, la nostra formula antinfiammatoria a biodisponibilità elevata risponde a una domanda diversa, ed è bene non confondere le due.
Come inserirla in una settimana reale
Comincia dal piatto. Due cucchiai di germe di grano al giorno, legumi tre volte a settimana, funghi quando li trovi, e cereali non raffinati al posto di quelli bianchi. Questo insieme sposta l’apporto molto più di quanto immagini, e riproduce esattamente il profilo alimentare associato alla mortalità più bassa a Brunico.
Valuta l’integratore solo dopo. Se decidi di provarlo, scegli un prodotto che dichiari in etichetta i milligrammi di spermidina e non solo i milligrammi di estratto: la differenza tra le due cifre è di un fattore compreso tra 400 e 1250. Tieni un’unica variabile alla volta e dai tempo alla misura. Chiedi al tuo medico se noti qualcosa di inatteso, e ricorda che nessun estratto sostituisce il sonno, il movimento e un piatto costruito bene. Chi convive con dolori persistenti troverà più utile un percorso dedicato all’equilibrio infiammatorio.
A cosa serve la spermidina?
La spermidina interviene nella crescita cellulare e attiva l’autofagia, il riciclo interno della cellula. Negli animali questo prolunga la sopravvivenza. Nell’uomo esiste un’associazione tra apporto alimentare e mortalità più bassa, osservata a Brunico su 829 persone, ma nessuna indicazione sulla salute è autorizzata in Europa.
Quali alimenti contengono spermidina?
Il germe di grano è la fonte più concentrata. Seguono la soia e i legumi secchi, i funghi, i formaggi a lunga stagionatura, le verdure della famiglia dei cavoli e i cereali integrali. La raffinazione riduce il contenuto, la fermentazione tende ad aumentarlo.
Quanta spermidina assumere al giorno?
Non esiste un apporto raccomandato per le poliammine. Per gli integratori l’Unione europea fissa un massimo di 6 mg di spermidina al giorno per gli adulti, attraverso l’estratto di germe di grano autorizzato. Gli studi clinici sull’uomo hanno usato dosi comprese tra 1 e 6 mg.
Quali sono le controindicazioni della spermidina?
Gravidanza e allattamento sono esclusi dal gruppo destinatario dell’autorizzazione europea, e l’etichetta deve indicarlo. La celiachia impone prudenza, perché l’estratto deriva dal germe di grano. Chi segue una terapia antitumorale ne parli con il proprio medico prima di iniziare.
Quando prendere la spermidina?
Nessuno studio ha confrontato momenti diversi della giornata. I lavori clinici l’hanno somministrata una volta al giorno, in genere al mattino con il pasto. La regolarità conta più dell’orario: gli effetti misurati riguardano periodi di tre mesi o più, non giornate isolate.
Qual è il miglior integratore di spermidina?
La domanda utile non è quale marca, ma quale etichetta. Un prodotto conforme dichiara i milligrammi di spermidina oltre a quelli di estratto, esclude gravidanza e allattamento e risulta notificato al Ministero della Salute. Chiedi al farmacista di verificarlo nel registro pubblico.
Fonti
Eisenberg T. et al. (2009). Induction of autophagy by spermidine promotes longevity. Nature Cell Biology. DOI: 10.1038/ncb1975
Kiechl S. et al. (2018). Higher spermidine intake is linked to lower mortality: a prospective population-based study. The American Journal of Clinical Nutrition. DOI: 10.1093/ajcn/nqy102
Eisenberg T. et al. (2016). Cardioprotection and lifespan extension by the natural polyamine spermidine. Nature Medicine. DOI: 10.1038/nm.4222
Wirth M. et al. (2018). The effect of spermidine on memory performance in older adults at risk for dementia: A randomized controlled trial. Cortex. DOI: 10.1016/j.cortex.2018.09.014
Madeo F., Eisenberg T., Pietrocola F., Kroemer G. (2018). Spermidine in health and disease. Science. DOI: 10.1126/science.aan2788
Muñoz-Esparza N.C. et al. (2019). Polyamines in Food. Frontiers in Nutrition. DOI: 10.3389/fnut.2019.00108